Arhatic Yoga - Effetti collaterali: libertà

27/02/2013

Tutto cominciò una sera al termine del primo giorno di un corso tenuto da Maurizio. Come di consueto al termine del seminario, Maurizio si era prodigato in una serie di terapie, erano le undici di notte e stavamo andando in pizzeria. Eravamo in auto, mi sorpresi non essere stanco, come in passato, in simile circostanza, quindi con gioia partecipai a Maurizio la mia soddisfazione: “Una volta a quest’ora sarei stato stanco, ora invece sento che mi godrò la tua compagnia insieme agli altri studenti, sicuro che domani mattina mi sveglierò riposato e pronto per il secondo giorno.” Lui mi guardò, mi sorrise e ribatté : “Sei contento di essere libero?!”

 

Queste parole sono state un grande spunto di riflessione. Negli anni a venire, quando leggevo gli scritti del Maestro Choa, seguivo i seminari degli acharya ed ascoltavo nei film o nell’ambito di disquisizioni filosofiche quali fossero le pene ed i limiti dell’essere umano, la questione della mancanza di libertà diveniva sempre il punto focale.

A distanza di qualche anno, ciò che prima era nebuloso ha cominciato a prendere forma e sono giunto ad una serie di riflessioni.

La pratica dell’Arhatic Yoga conferisce allo studente di raggiungere un livello sempre maggiore di libertà.

 

Il primo livello di libertà si raggiunge in campo materiale.

Si diventa padroni del proprio corpo riuscendo a soddisfarne le esigenze con maggior facilità, ossia minor dispendio di energia e di tempo e senza vincoli e particolari modalità.

Si decide quando mangiare senza sentirsi deboli, si lavora dormendo meno ore, si termina un’attività senza doverla interrompere per riposare, od ancora si può affrontare un’occupazione successiva senza dovervi rinunciare. Ad esempio si è liberi di avere energie e desiderio di uscire con gli amici o seguire una conferenza o recarsi in palestra, al termine di una giornata impegnativa.

Il corpo diviene così, veramente, uno strumento nelle nostre mani, strumento di cui prendersi cura, non esserne schiavi.Inoltre si ha un maggior controllo del tempo, si riescono a svolgere maggiori attività rispetto al passato, in un periodo molto concentrato; viceversa quando si è costretti a lunghe attese, queste scorrono più rapidamente.

Si raggiunge una maggiore capacità organizzativa, attività che prima richiedevano un momento dedicato, si disbrigano nei ritagli.

Si trovano, all’improvviso e semplicemente, soluzioni cercate da lungo tempo.Tutto ciò rende possibile avere a disposizione maggior tempo, da dedicare alle persone care od alle proprie passioni, accrescendo i sentimenti di felicità, appagamento e serenità.

 

Il secondo livello di libertà consente una corretta valutazione di ciò che ci circonda, ovvero dei comportamenti altrui: si comprende più facilmente perché le persone si comportino in un certo modo, riuscendo ad identificare le motivazioni, le dinamiche comportamentali e soprattutto attribuendo loro le attenuanti del caso.Su un piano non relazionale si raggiunge una maggiore capacità analitica delle diverse situazioni quotidiane, nel proprio microcosmo ed a livello più generale.Si riesce a fotografare la situazione ed a comprenderla, comportandosi immediatamente di conseguenza.

Si conquista quindi una capacità di analisi che tutela dagli errori, dal compromettere rapporti e la propria incolumità.

 

Il terzo livello di libertà si esprime sul piano emozionale. Ci si affranca dalle reazioni stizzose ed istintive, si raggiunge un livello di calma interiore di fondo, su cui poggiano i diversi sentimenti ed emozioni. A volte non si percepiscono neanche gli altrui comportamenti spiacevoli, non si viene più infastiditi dai differenti ed opposti gusti, comportamenti, idee od ideali.

 

Il quarto livello di libertà si raggiunge quando si ha una corretta visione di sé che consente di tenere il comportamento appropriato in ogni situazione. Si eliminano i punti in ombra nella capacità di valutare le proprie azioni e reazioni, si esprimono nel modo migliore le proprie intenzioni evitando qualsiasi sofferenza, circondando se stessi ed il prossimo di gioia e soddisfazione. Ci si evince dai comportamenti lesivi per sé e per gli altri, liberi di tenere sempre, comunque e con chiunque, rapporti armoniosi.

 

Questo percorso rappresenta lo sviluppo della consapevolezza o, se più piace, della saggezza.

Le due tecniche per ottenere questo risultato il Maestro Choa le insegna sin dal Pranic Healing livello base: sono la pulizia e l’energizzazione; eliminando a livello sempre più profondo le energie congestionate presenti nel proprio sistema ed energizzandolo con energia spirituale, l’essere umano riesce ad esprimersi in completa perfezione, libero da ogni accezione negativa o limite.

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