Il perdono

27/07/2016

Il perdono e la misericordia rappresentano il fondamento dell’insegnamento che il Cristo, attraverso la predicazione e l’esempio ha diffuso ai discepoli. Attraverso il perdono e la misericordia si concretizza l’amore verso il prossimo. La disponibilità, la tolleranza, la comprensione, la delicatezza, la carità, sono tutte espressioni di questi due capisaldi.

 

Ci rammentiamo che l’ultimo atto compiuto dal Cristo in croce è stato perdonare.

Il concetto e l’importanza del perdono erano peraltro già stati sottolineati da tutti i precedenti maestri spirituali, anche se nessuno l’aveva costituito a fondamento del proprio messaggio.

 

A chi si rivolge il proprio perdono? Il perdono viene rivolto agli altri e a se stessi.

 

Le persone creano sofferenza nel prossimo poiché:

  • provocati dal comportamento conscio o inconscio di chi diventa oggetto delle reazioni di chi ferisce, e non si riesce a trattenere la reazione;

  • si pretende un comportamento non proprio della natura di chi ferisce che si sente aggredito o intimamente forzato, e così reagisce;

  • chi provoca la sofferenza pensa di fare il nostro bene (pensi ad es. ai genitori quando non consentono ai figli di seguire le proprie legittime inclinazioni);

  • preda della propria natura inferiore (orgoglio, prepotenza, desiderio di controllo, egoismo ecc.), sia con dolo, sia per colpa;

  • a volte le persone assumono determinati comportamenti errati a causa delle subite sofferenze, vittime a loro volta di subite ingiustizie e violenze, di un’educazione sbagliata, di traumi non superati ecc.;

  • altre volte, infine, le persone fanno soffrire i parenti ed i cari perché soffrono di malattie, sono coinvolti in incidenti, (a volte perché commettono imprudenze, a volta senza colpa alcuna), scatenando una sofferenza tale da trasformarsi in risentimento (“rabbia”) per chi è, oltretutto, vittima. A volte le persone lasciano questo mondo e sono oggetto di sentimenti di rancore da parte dei propri cari sofferenti.

 

È fondamentale perdonare se stessi per:

  • aver nuociuto a se stessi a causa della commissione di azioni, per aver provato emozioni o formulato pensieri malevoli;

  • essere stati limitati nella comprensione e aver errato;

  • aver nuociuto agli altri con attacchi fisici e/o psichici;

  • essersi concentrati sugli aspetti negativi altrui (parlarne, muovere critiche, accusare ecc.) tende ad amplificarli e così si getta una pesante ombra sulla persona che farà più fatica a migliorare o manifestare buone qualità;

  • aver reagito e ripagato della stessa moneta chi ha causato la sofferenza (che magari era stata una reazione provocata).

 

Quali sono i benefici del perdono?

Se una persona soffre per un certo torto subito, tenderà ad attrarre persone e situazioni foriere di medesimi accadimenti.

 

Il corpo energetico (e i chakra) tenderà a non svolgere le sue funzioni appropriatamente, determinando il malfunzionamento del corpo fisico e dei vari organi. Il corpo emozionale ne sarà affetto ed il carattere della persona, la visione della realtà e del mondo esterno sarà compromesso.

Quando il comportamento è condizionato negativamente dalle emozioni di rancore, risentimento ecc. si tende ad aver problemi relazionali, ovvero determinare, inconsapevolmente, sofferenza nelle persone a cui si vuole bene.

 

Si manifesta e si esterna ciò “che si ha dentro”.

Agendo in modo non appropriato, non manifestando le virtù divine, causando sofferenze, si produce karma negativo e si aggrava il futuro in questa o nelle prossime vite.

 

Certe anime si incatenano vicendevolmente in un vortice di sofferenze causate e patite per molte vite (il film Cloud Atlas tratta di questo aspetto).

 

Il perdono porta alla serenità e pace interiori. Il raggiungimento di questa condizione interiore è un tema ricorrente nella nostra società. Non si contano le tecniche, i corsi, le conferenze, gli studi e le pubblicazioni che trattano dell’argomento. Della serenità e pace interiori, tutti ne parlano e nessuno spiega come raggiungerle concretamente ed efficacemente.

 

Il Maestro Choa fornisce la soluzione suggerendo la tecnica del perdono. E allora non resta che perdonare, sperimentarne l’effetto, in seguito si possono trarre le personali considerazioni.

 

Buon perdono!

Grazie Maestro.

 

Carlo Emanuele

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